Avevo troppi pochi anni per godere il biennio magico di Alberto Cova 1982-84.
In tre corse magnifiche 3 ori: Europei di Atene 1982, Mondiali di Helsinki 1983 e Olimpiadi di Los Angeles 1984. A lottare contro il comasco sempre i soliti personaggi ormai familiari per gli italiani senza il ciucciotto: Werner Schildhauer, tedesco est duro come un quercia, Carlos Lopes, portoghese dalla faccia indifferente, Hansjörg Kunze, altro tedesco orientale dalla scorza meno inscalfibile di Schildhauer, l’altro portoghese Fernando Mamede che arriva alle Olimpiadi di Los Angeles e con un record del mondo migliorato di 9 secondi, ma soprattutto lui, il finlandese Martti Vainio, pertica dallo sguardo perso cresciuto dalla madre per essere sconfitto da un italiano con i baffetti siculi e dalle spalle secche.
Attenti alla seconda gara. Paolo Rosi e il Cova, Cova, Cova, Covaaaaa che cacchio non ricordo!
mercoledì 16 settembre 2009
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2 commenti:
Ahimé io c'ero. Figurati che ho ancora stampato nella mente il rettilineo finale di Arese a Helsinki nel '71. Per tornare a Cova, per caratteristiche fisiche e modo di correre e vincere, mi ha sempre fatto pensare a un ragioniere applicato al fondo.
troppo bello!
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