sabato 26 settembre 2009

Gli atleti di Zeus ai Mondiali di ciclismo di Mendrisio

Stare al Sud è un spasso, più o meno. Ogni tanto però mi rode quando sono troppo lontano dai posti dove dovrei essere per destino. Uno di questi oggi è Mendrisio, oltre che per i Mondiali di ciclismo, soprattutto per la mostra “Gli atleti di Zeus – Lo sport nell’antichità” una raccolta di centocinquanta opere originali provenienti dai più autorevoli istituti archeologici svizzeri e tedeschi.
Il progetto dell’esposizione ha lo scopo di comunicare, attraverso oggetti di grande qualità estetica e storica, tutto il valore, l’importanza e la bellezza della figura dell’atleta e del suo gesto, così come sono stati concepiti nella cultura occidentale fin dall’inizio dei secoli. Un’esposizione di grande suggestione che, fra torsi, teste, anfore, bronzi, coppe, oggetti tipici del mondo delle palestre, strigili e boccette di oli profumati, mira a rievocare tutto il fascino del mondo dello sport nell’antichità, i suoi valori e le sue storie mitiche. Io, come detto, non potrò veder la mostra, se non va in toru, per cui spero di rifarmi con il Catalogo della Silvana Editoriale.

martedì 22 settembre 2009

Letteratura e ciclismo in festa per i 100 anni del Giro d'Italia

"...l’epica non abbandona la rosea, e ne è nuovo conclamato interprete il direttore Emilio Colombo. Di lui Indro Montanelli dirà che, se non è stato lui a inventare il Giro, “non c’è dubbio che fu Colombo ad appassionarcene tutta l’Italia tramutandolo in una specie di Chanson de Geste come Omero fece con le avventure di Ulisse". Colombo diviene direttore il 17 gennaio 1922, dopo un anno gli viene affiancato un comitato di direzione, dal ‘24 al ‘36 è di nuovo da solo al timone della Gazzetta. Milanese, ex arbitro di calcio, era diventato redattore al debutto del Giro. Ne diviene, dopo l’uscita di scena di Costamagna, uno dei principali cantori. “Che fosse una penna d’alta classe, non direi”, chiosava Montanelli. E tradizione vuole che le sue cinque colonne di reportage dal Giro fossero il frutto di sapienti “smarrimenti” delle cartelle inviate in tipografia, al ritmo di una sì, una no.

Aneddoti come quello sopra riportato (da “Un secolo di passioni. Giro d’Italia 1909-2009 a cura di Pier Bergonzi ed Elio Trifari. Rizzoli Editore), curiosità e vicende umane di ogni tipo contrappuntano la storia del Giro d’Italia, che quest’anno ha felicemente compiuto 100 anni. Sono altrettanti presupposti del convegno, aperto al pubblico e gratuito, dal titolo dal titolo “Il Giro d’Italia tra letteratura e giornalismo” in programma domani a Bologna, presso la Biblioteca dell’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, piazza Galvani 1 (inizio alle 9.30).


La giornata di studi, promossa dal Comitato Nazionale per i 100 anni del Giro d’Italia, dalla Fondazione Corriere della Sera, dalla Gazzetta dello Sport e dalla Scuola di Giornalismo Ilaria Alpi dell’Università di Bologna, si concentra sulla narrazione del Giro interpretato da sapienti cantori, vuoi scrittori vuoi giornalisti.

Il convegno, curato dal professor Angelo Varni, vedrà gli interventi di Ezio Raimondi, Andrea Battistini, Aldo Grasso, Alberto Malfitano, Claudio Gregori, Alberto Preti, Mario Proli, nonché due tavole rotonde, una al mattino dedicata a La voce dei giornali (vi partecipano Claudio Santini, Giuseppe Savini, Mirko d’Adamo e Francesca Canale Cana), la seconda pomeridiana riservata a Le parole della corsa: tra finzione e realtà, cui partecipano Alfredo Martini, Gianni Mura e Paolo Tomaselli.

lunedì 21 settembre 2009

Temarii invade il campo di Bin Hamman: è guerra OFC-AFC?

Le lotte di confine, i disegni poco limpidi e le strategie per accaparrarsi potere e voti determinanti non sono una prerogativa della politica tout court. La politica del calcio, da sempre, ma con Richelieu Blatter con un’evidenza ancora più chiara, è il nuovo campo di battaglia degli stregoni del do ut des. Un gran bel colpo a sorpresa è stato dato dal Presidente dell’OFC, Reynald Temarii, che, desideroso di seguire le direttive che stanno muovendo i passi di Michel Platini e la sua UEFA nel sostenere il calcio dei paesi piccoli rispetto alle poche nazioni rapaci e capaci di fregarsi l’intero indotto, è sbarcato qualche giorno fa in Guam ad esporre la sua nuova filosofia. Ha incensato il calcio del Guam e promosso il suo manifesto per il calcio oceanico in uno dei paesi più piccoli della Federazione… asiatica. E proprio qui il bug. Temarii ha invaso il campo del Presidente dell’AFC, Mohammed Bin Hammam, dettando le sue regole per un calcio diverso in un paese che non appartiene all’OFC. Partecipando ad una festa in onore del calcio di Guam che sta raggiungendo discreti traguardi (la Nazionale ha vinto la prima partita ufficiale della sua storia l’11 marzo 2009 contro la Mongolia e il campionato ha visto la vittoria dei Quality Distributors sugli Strykers per soli 3 punti), Temarii ha inaugurato alcuni impianti sportivi e ha dichiarato: “Molti progressi ci sono stati grazie alla costruzione di alcuni impianti dedicati al calcio nelle piccole nazioni della nostra Federazione e spero che anche per le piccole nazioni della Federazioni asiatiche ci sarà spazio per iniziative del genere. Tutto questo renderà più facile anche l’organizzazione di tornei tra piccole squadre per migliorare insieme”. Il Presidente ha anche elogiato il Presidente della Federazione nazionale, Richard Lai, per il suo costante impegno volto a rinforzare il valore del calcio nell’isola di Guam. La sfida è lanciata. Aspettiamo con ansia la risposta di Mohammed Bin Hammam che ha assistito in silenzio a questa invasione di campo.

venerdì 18 settembre 2009

Tajikistan: Regar-TadAZ Tursunzoda ancora protagonista in Coppa del Presidente AFC

Il campionato del Tajikistan è molto più friccicarello di quello che si può pensare. Scorrendo le prime pagine dei giornali tagiki, uno dei team mediaticamente più in voga è il Regar-TadAZ di Tursunzoda, città ai confini dell’Uzbekistan, conosciuta prima come Regar, “citta di sabbia”, e poi ribattezzata per onorare il poeta nazionale tegiko Mirzo Tursunzoda, vincitore del Premio Stalin. All’epoca dell’URSS si barcamenava in una mediocre Lega Sovietica B, mentre dalla nascita del campionato tagiko è una delle squadre di riferimento. La vera svolta avviene dopo il secondo posto del 2000, seguito da 7 titoli nazionali su otto campionati disputati. Le belle figure sono continuate anche nella prestigiosa Coppa del Presidente AFC con le vittorie del 2005, quando a Kathmandu superò in semifinale la squadra dello Sri Lanka Blue Star SC 6-0 per poi battere in finale 3-0 gli ostici kirghizi del Dordoi-Dynamo Naryn, vincitori di 5 Vysshaja Liga, e quella del 2008, quando sconfisse a sorpresa in semifinale i favoriti del FC Asgabat, squadra del momento in Turkmenistan (grande partita, vinta per 4-3: i turkmeni all’87’ vincevano 3-2, poi un goal di Ilyas Minhairov portò ai supplementari e al 112’ Kurshed Makhmudov segnò il goal dell’accesso in finale) per incontrare di nuovo in finale il Dordoi-Dinamo Naryn, ma questa volta allo Spartak Stadium di Bishkek, la tana del Dordoi. Partita di grande attesa e pareggio al 120’ (1-1: Davide Tetteh per i kirghizi, Davrondzhon Tukhtasunov per i tagiki). I rigori diedero di nuovo la vittoria al Regar-TadAZ. Quest’anno la squadra di Tursunzoda è terza in classifica nel proprio campionato e all’ultima giornata ha vinto una bella partita contro i quarti in classifica dell’Istiqlol Dushanbe con goal di Komil Saidov. Questa vittoria ha risollevato in parte il morale degli uomini di Makhmadjon Khabibulloev che venivano da tre sconfitte di fila: due le sconfitte proprio contro l’Itiqlol in Coppa del Tajikistan e la terza in campionato contro la capolista Vakhsh Qurghonteppa, grande avversaria del Regar-TadAZ che ha vinto il campionato lasciato libero nel 2005 e l’anno successivo arrivò in finale di Coppa del Presidente AFC perdendo contro il Dordoi-Dynamo. Questo ritorno alla vittoria fa ben sperare per una delle partite più importanti dell’anno, la semifinale di Coppa contro i pakistani del WAPDA, squadra che ha ottimi giocatori come Muhammad Shahid in difesa e soprattutto la stella e capitano della squadra Arif Mehmood. Il torneo per adesso ha visto il Regar protagonista di un buon girone di qualificazione, superando per differenza reti proprio i pakistani (0-0 lo scontro del 14 maggio al Dashrath Stadium di Kathmandu), 3-1 il Taiwan Power Company F.C. (Rabimov, Rustamov , Eminov e Fang Ching-Jen i marcatori) e pareggiando 2-2 contro i padroni di casa del Nepal Police Club, nelle cui file ha brillato un giovane attaccante, Chetan Ghimire. L’altra semifinale è sfida incerta tra FC Asgabat e Dordoi-Dynamo. La finale sarà sempre all’insegna di Tajikistan contro Kirghizistan?

giovedì 17 settembre 2009

Evo Morales e la nazionalizazzione del calcio in Bolivia.

Statalizzare tutto! Lo fanno in tanti (perché lo sport italiano?) ma per Evo Morales, presidente della Repubblica di Bolivia, è il rimedio unico di fronte ai risultati balbettanti della propria nazionale.

Dopo la nazionalizzazione delle riserve di gas naturale, l’acquisto da parte dello Stato delle raffinerie Petrobras e la statalizzazione delle fonderie di Vintro, in mano alla multinazionale svizzera Glencore, è la volta del calcio, nella speranza che dia risultati, al netto della propaganda, anche migliori.

Morales si è soffermato sulle figuracce (che poi tanto figuracce non sono, visto il potenziale della Bolivia e la forza delle squadre del girone sudamericano) e ha affermato: “Cosa c’è di meglio di un calcio in mano allo Stato che può così inserire nei posti giusti uomini capaci e attaccati alla nazione e alla nazionale di calcio? Il calcio in Bolivia è in mano ad enti privati assolutamente competenti. Non possiamo più permetterci di uscire subito dalla corsa ai mondiali.”

Appresso al suo presidente si è schierato Ramiro Tapia, Ministro dello Sport e della Salute (accoppiata che riproporrei) boliviano, che ha però iniziato a smorzare i toni, dicendo che “in realtà lo Stato non rileverà completamente lo sport boliviano, noi vogliamo soltanto collaborare per migliorare l’intero sistema sportivo del nostro Paese”.

A Tapia è già saltato al naso una mosca di nome Blatter. La FIFA infatti ha sempre preso una decisione forte nei casi in cui la politica ha interferito nella gestione del calcio, punendo in diverse occasioni le nazioni che non hanno rispettato l’autonomia dello sport e riuscendo a vincere la contesa dall’alto del potere politico “calcistico” che si è diffuso nel mondo. Ma Morales fino ad oggi ha lottato e vinto battaglie molto più ardue contro i colossi del petrolio, la sfida mi sembra molto aperta.

mercoledì 16 settembre 2009

Cova 1982-84: quando eravamo re del fondo (e io non ricordo assolutamente nulla)

Avevo troppi pochi anni per godere il biennio magico di Alberto Cova 1982-84.
In tre corse magnifiche 3 ori: Europei di Atene 1982, Mondiali di Helsinki 1983 e Olimpiadi di Los Angeles 1984. A lottare contro il comasco sempre i soliti personaggi ormai familiari per gli italiani senza il ciucciotto: Werner Schildhauer, tedesco est duro come un quercia, Carlos Lopes, portoghese dalla faccia indifferente, Hansjörg Kunze, altro tedesco orientale dalla scorza meno inscalfibile di Schildhauer, l’altro portoghese Fernando Mamede che arriva alle Olimpiadi di Los Angeles e con un record del mondo migliorato di 9 secondi, ma soprattutto lui, il finlandese Martti Vainio, pertica dallo sguardo perso cresciuto dalla madre per essere sconfitto da un italiano con i baffetti siculi e dalle spalle secche.

Attenti alla seconda gara. Paolo Rosi e il Cova, Cova, Cova, Covaaaaa che cacchio non ricordo!

martedì 15 settembre 2009

Corsa futurista a Roma. Balletto elettrico e poesia podistica

L’onnicomprensività semiologica è il tratto principale di chi vuole davvero spolverare gli armadi delle vecchie società. Il Futurismo e il Maggio francese in questo si assomigliano e magari partono dalle stesse concezioni fondamentali per arrivare a traguardi differenti (mah… non so, lo scopo ad un certo punto è diventato giocarci sopra e sfruttare per sé l’onda lunga). Tutto questo per dire che al Circo Massimo di Roma, domenica 13 settembre, si è svolta la prima edizione della Corsa Futurista”. “La corsa - ha spiegato Ferdy Colloca, ideatore dell’evento, ex nazionale di atletica leggera - si è articolata in 6 giri e mezzo all'interno del Circo Massimo per una distanza di circa 10 km. La partecipazione era aperta fino ad un massimo di 500 atleti, anche se inizialmente avevamo pensato a 100 come gli anni compiuti dal Futurismo. Ogni corridore ha indossato uno speciale led posizionato sulla fronte che ha proiettato fasci di luce durante le corsa”. Sono questi flussi dui luce il centro semiologico dello sforzo fisico e di questa specie di danza elettrica che è diventata la gara podistica. Cose del genere mi fanno stare bene. Complimenti.

lunedì 14 settembre 2009

Arabia Saudita-Bahrein. C'è ancora vita dopo il 90'

Nel calcio rimonte, goal all'utlimo respiro e cose miracolose ne accadono in continuazione, ma questo doppio sorpasso tra Arabia Saudita e Bahrein si iscrive ai primi posti.

Stadio "Re Fahd", 90', 1-1: Nassir Al Shamrani al 13' per l'Arabia Saudita, Jaycee Okwunwanne al 42' per il Bahrein. A questo punto passa il Bahrein per lo spareggio finale contro la Nuova Zelanda per andare a SudAfrica 2010.

giovedì 10 settembre 2009

Letteratura sportiva al Festivaletteratura di Mantova

Festivaletteratura di Mantova è per fortuna un’oasi dove tutti possono immergersi in periodi di stanca culturale (e in Italia questo periodo sembra durare da un po’, se si fa eccezione per qualche film ben fatto). Quest’anno il Festivaletteratura di Mantova propone due appuntamenti che riguardano la letteratura sportiva. “In bici sulla luna”, uno stravagante viaggio tra libri e pedali in compagnia di Andrea Valente, che da Pecora Nera si chiede “Hai voluto la bicicletta?, si è svolto ieri. L’11 settembre sarà poi la volta di “La mitica estate del Mundial”, presentazione del libro di Luigi Garlando “L’amore ai tempi di Pablito” (che devo assolutamente leggere), a cui parteciperanno Roberto Beccantini, inviato a quel Mondiale che ha cambiato il calcio italiano, e Dino Zoff. Beati voi che siete a due passi. Io mi sparerei un sacco di cose. Dove trovare un po’ di cose su questi incontri? Chi sa, spifferi.

venerdì 4 settembre 2009

Mondiali di boxe dilettanti 2009. A Milano il meglio della boxe mondiale?

A Milano già da qualche giorno si tirano pugni i migliori pugili dilettanti del mondo per il Campionato mondiale di boxe. Per ragioni che i cronisti di pugilato continuano a ripetere, senza che nessuno ci metta una pezza, la boxe dei dilettanti sta crescendo sempre più per interesse e aree geografiche coinvolte. Questo mondiale è l’evento dell’anno per il pugilato. E questo spiega come i valori con la boxe professionistica stanno cambiando.

Ecco categoria per categoria le sfide più interessanti.


Minimosca: Manca il campione mondiale e olimpico in carica Zou Shiming e la gara si apre con tre possibili campioni: il mongolo Pürevdorjiin Serdamba, l’irlandese Patrick Barnes e il coreano Sjin Jong Hun. Manca un rappresentante della Thailandia e il cubano Matellon Ramos non fa paura.


Mosca: Vuoi vedere che Picardi ce la fa questa volta ad arrivare almeno in finale? Da battere Yampier Hernandez, che da qualche anno è passato di categoria e un occhio bisogna darlo anche allo statunitense Louie Byrd. Manca il supercampione Somjit Jongjohor. Picardi può farcela.


Gallo: L’orgoglio di tutta la Mongolia, Enkhbatyn Badar-Uugan, non c’è, e la sfida è aperta. Ne conosco pochi in questa categoria. Il mio pronostico è per il russo Eduard Abzalimov.


Piuma: Lomachenko su tutti, dall’alto della vittoria olimpica. Toledo Lopez, Di Savino e la sorpresa messicana Oscar Valdez a seguire.


Leggeri: Domenico Valentino è al massimo della forma e della maturazione psico-fisica. Tishchenko non c’è e il cubano e gli orientali sono di secondo piano. Resta l’armeno Javakhyan e un thailandese sconosciuto, Saylom Ardee. Valentino deve vincere.


Super Leggeri: In questa categoria l’Est europeo da anni batte cassa. A Milano c’è l’ucraino Klyuchko, l’uzbeko Rmanov, il russo Ignatiev e il kazako Svayev. Se la giocano questi.


Welter: la categoria più bella perché aperta e combattuta da sempre. Errol Spence è la speranza americana, il kazako Sapyev è salito di categoria, il cubano Banteur Suarez è una trottola impazzita i cui pugni non si vedono tanto sono veloci, Marziali gioca in casa. È un bel casino.


Medi: Di quelli che hanno vinto qualcosa negli ultimi due anni c’è solo il venezuelano Blanco. In questa categoria vedo la vittoria del cinese Jianting Zhang.


Medio massimi: Storicamente il dominio di questa categoria è dell’Est europeo. Tra gli altri il lituano Semiotas e l’uzbeko Rasulov. Non c’è la medaglia d’oro cinese Xiaoping Zhang che a Pechino fu una grandissima e aiutata sopresa.


Massimi: Clemente Russo contro il mondo. Il nostro pugile è in forma ma pensa troppo al professionismo. Ne possono approfittare Acosta Duarte e il francese John Mbumba.


Supermassimi: Il pugile perfetto Roberto Cammarelle non ha rivali da alcuni anni. Nessuno crede mai al cinese Zhilei Zhang ma arriva sempre almeno in semifinale. L’unico vero ostacolo già fissato sul cammino è il russo Denis Sergeev.

mercoledì 2 settembre 2009

Premio Bancarella Sport 2009 - Programma e commenti random

Dal viaggio in Bretagna e Normandia (di cui mi piacerebbe dirvi da un punto di vista sportivo e letterario) sono tornato appena in tempo per il Bancarella sport.

Di seguito pubblico il programma (con miei commenti random) per chi è interessato. Io tifo "A pedate" da Misano Adriatico mentre cerco di intravedere Valentino Rossi.


SABATO 5 SETTEMBRE


PIAZZA DELLA REPUBBLICA - Ore 17,00 - Presentazione del libro "Novant’anni di calcio pontremolese" di Natalino Benacci e Luciano Bertocchi (Paolo Savi Editore). Intervengono: Eugenio Bersellini (grandissimo Eugenio, sergente dallo sguardo sempre torvo.) ed Enzo Bucchioni (per me molto meglio ne "L'uomo dal fiume", anche solo per il titolo, che in "Un calcio nel cuore")


Ore 17,30 - Presentazione dei libri finalisti:


"A pedate" di Marco Ballestracci (Mattioli 1885) (Vaaaaai Marco!!!)


"Un carcere nel pallone" di Francesco Ceniti (Laruffa) (non l'ho letto)


"Nelle terre estreme" di Jon Krakauer (Corbaccio) (per me non c'appizza molto con la pura letteratura sportiva, ma credo che non vinca).


"Calcio d’addio" di Pier Francesco Pompei (Palomar) (mi hanno detto che è un bel libro)


"Tifare contro" di Giovanni Francesio (Sperling & Kupfer)


"Averti trovato ora" di Roberto Perrone (Mondadori) (Perrone è una garanzia e poi la storia del libro è una di quelle che vorresti vivere).

Ore 21,00 - "Novant’anni fa nasceva il campionissimo". Un tributo a Fausto Coppi


Intervengono: Angelo Fausto Coppi detto Faustino, Vittorio Adorni (ah e quella fuga di Imola benedetta da tutti, Merckx intesta), Germano Cavalli, Giancarlo Governi (Ritratti è uno dei miei programmi), Daniele Marchesini, Giampaolo Ormezzano (mi scappello, non posso fare altro).

DOMENICA 6 SETTEMBRE

DUOMO DI PONTREMOLI - Ore 10,00 - S. Messa dello sportivo


SALONE DI RAPPRESENTANZA DI PALAZZO DOSI - Ore 11,15 - Premio Giornalistico “Bruno Raschi”Consegna del Premio a Bruno Pizzul (se lo merita. Era la voce, non una delle tante, almeno per quelli della mia generazione)


Intervengono: Paolo Francia, Paolo Liguori e Claudio Sala (il baffo non cadrà mai /sulla faccia del poeta tranquillo).


PIAZZA DELLA REPUBBLICA Ore 17,00 - Cerimonia di assegnazione del 46° Premio Bancarella Sport (daaaai Marco)

Premiazione degli autori segnalati:
Donatella Evangelista, Tifosa e basta (Sedizioni Editrice)


Andrea e Mario Parodi, Boom! (BradipoLibri) (buon libro e casa editrice che fa sul serio la letteratura sportiva)

Premiazione dei vincitori del 46° PREMIO SELEZIONE BANCARELLA SPORT

Il "salotto del Bancarella dello Sport"

Conduce: Paolo Liguori.


Intervengono: Marco Ballestracci, Francesco Ceniti, Luisa Azzolini, Pier Francesco Pompei, Giovanni Francesio, Donatella Evangelisti, Mario Parodi, Roberto Perrone, Claudio Sala.