La boxe è epica assoluta, racconto di uomini-eroi ad un passo dal diventare divini. Raccontarne è una delle forme più complicate dello scrivere sportivo, perché si è sempre ad un passo dal crollo nella monumentalità posticcia. Si può fare cronaca, snocciolare dati oppure, se proprio si vuole raccontare di quegli uomini, bisogna saper scrivere per costruire un libro di boxe che non ceda alla volgarità dei toni esasperati.Il libro di Dario Torromeo, “Meraviglioso” è un racconto-matrioska che tira fuori storie e sensazioni. Tutto parte da un pugile, Marvin Hagler, per Torromeo il terzo pugile più grande dei pesi medi dopo Sugar Ray Robinson e Carlos Monzon. Da Hagler si passa a Sugar Ray Leonard e alla loro sfida per anni ed anni cercata da tutti e raggiunta con grande soddisfazione di tasche e storici. Da quell’incontro si aprono poi tante altre strade che conducono alle storie degli altri protagonisti della boxe anni ’80: Antuofermo, Tyson, Mugabi, Minter. Tutta gente che a guardare la boxe adesso ti viene voglia di prendere a pugni qualcuno.
Torromeo crea un bellissimo racconto di boxe non soltanto perché detona la prosopopea degli incontri decrittandoli senza esagerazioni, ma soprattutto perché conosce a fondo quegli uomini che sembrano dei, descrivendoceli con gli occhi di chi quelle vite le ha vissute e non soltanto ammirate.
Da leggere e lasciarsi trasportare come è successo a me che ho aperto a pagina uno soltanto ieri mattina.
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