giovedì 28 giugno 2012

Pronostici Boxe - Londra 2012

Il torneo olimpico di Boxe che si terrà a Londra è uno dei migliori che un’Olimpiade abbia mai avuto. Se a Pechino abbiamo già assistito a gare avvincenti con grandi atleti, quest’anno potremo veramente godere di sfide tra eccellenti campioni. Molti grandi atleti non passano più al professionismo per tante di quelle ragioni che le ultime vicende Pacquiao-Bradley esemplificano alla perfezione. Questa falla storica, con il dilettantismo ben organizzato e scelto da molti grandi boxeur e il professionismo in crisi totale di identità e alla ricerca dell’icona su cui ricostruire, ha fatto sì che questa Olimpiade proponga il meglio che c’è in circolazione per diverse categorie di peso. Iniziamo con l’analisi e i pronostici:

MOSCA LEGGERI
Sfida tra estremo orientali. Il campionissimo cinese Zou Shming vorrebbe riconfermarsi dopo il Mondiale 2011 ma il coreano Shin Jong-Hoon è leggermente favorito. Il nascosto mongolo Serdamba come sempre spera nel colpaccio ma se c’è un otusider per me è il russo Ayrapetyan.

MOSCA
Vince l’ormai maturo Aloian. Piccoli grattacapi potrebbe darli Yafai perché i giudici in casa hanno l’1 fisso facile.

GALLO
In questi ultimi anni questa è stata categoria molto incostante con risultati spesso a sorpresa. Questa volta invece la sfida è tra Alvarez Estrada e Campbell, anche lui britannico per cui vedi sopra.

LEGGERI
Il cuore dice fortissimamente Valentino, la testa dice Toledo Lopez, la pancia Lomachenko. La categoria più difficili con tre atleti da sballo. Qui, se riuscite, non vi perdete neanche un match.

SUPERLEGGERI
Qui vince Stalker e la curva si sballa.

WELTER
Questa è una delle categorie con meno personaggi. Di regola le categorie mosce le vincono gli europei dell’Est, per cui dico Sapiyev o Zamkovov.

MEDI
Lotta a due: Chebotarev contro Murata, leggermente favorito il giapponese.

MEDIOMASSIMI
Categoria storicamente cubana ha nella superstella La Cruz Peraza un vincitore già scritto.

MASSIMI
Riuscirà il nostro eroe Russo a battere Mammadoiv e Usyk? Intorno a questa sfida si dipanerà il torneo.

SUPERMASSIMI
Cammarelle tenta di diventare mito. A sbarrargli la strada almeno quattro pericoli: Mezhidov, il migliore fino a questo punto, Joshua che boxa in casa e la categoria che da l’ultimo oro è sempre ambita, Savon che dell’altro non ha solo il nome e Kuzmin, forse il più ostico per Roberto.

P.S. Mi sa che mi sono dimenticato di almeno un cinese che vincerà l’oro. Voto Qiong nei Welter.

lunedì 25 giugno 2012

La Nazionale degli adattati


Sono stati gli allenatori stessi a farsi da sé una legge ormai matematica che riguarda la loro importanza per una squadra di calcio. Sull’argomento si sono espressi Capello, Lippi e anche Sacchi, il quale in gioventù la pensava diversamente. Per tutti l’allenatore in una squadra di calcio conta il 20% al massimo.
Questo valore tutto sommato molto basso non rende giustizia a molti degli allenatori che hanno lavorato con alcuni dei calciatori della nazionale italiana impegnata in Polonia e Ucraina. 
Molti dei nostri calciatori della nazionale giocano in ruoli in cui sono stati adattati e spesso reinventati  grazie all’intuizione di allenatori bravi nel credere alla loro capacità camaleontica.
Se partiamo dalla difesa, possiamo fare il nome di Abate, ex ala destra d’attacco del Napoli in serie C pensato esterno basso prima nel Torino ma soprattutto con Allegri nel Milan contemporaneo.
A centrocampo tutto ruota intorno a Pirlo, in passato la mezzapunta più talentuosa e incostante del nostro futuro, riadattato regista difensivo da un Ancelotti a dir poco geniale e visionario, Claudio Marchisio, per Lippi una mezzapunta alla Boateng mentre Conte gli ha ridato l’interno dentro del centrocampo, Thiago Motta, nato volante e a tutti gli effetti oggi mezzala tecnica, Antonio Nocerino, da tutti considerato mediano alla Gattuso mentre Allegri lo ha scoperto incursore coi controfiocchi, Alessandro Diamanti, per anni mezzapunta fragile e tocchettante, oggi nel Bologna seconda punta sempre più nel cuore dell’area di rigore. Anche in attacco Balotelli è nato seconda punta e adesso fa il centravanti, Di Natale nelle prime partite in Nazionale giocava ala destra e adesso gioca nel cuore dell’are di rigore, e sempre più Borini (ancora di più con Zeman alla Roma), da seconda punta si sta trasformando in specialista del tridente.
La nostra Nazionale, bella o brutta che sia, è stata modellata dalle mani di tanti allenatori che hanno sviluppato al meglio il materiale umano a disposizione sperimentando nuove posizioni e mansioni. Tutto ciò per dire che se è vero che questa Italia sta facendo bella figura agli Europei, allora sarebbe giusto che quel 20% aumentasse almeno un po’.

P.S. Anche Buffon è un adattato. Da ragazzo era esterno d’attacco.

domenica 24 giugno 2012

Pronostici Volley e Beach Volley - Londra 2012


Nel Beach Volley uomini le gerarchie e le relative distanze sono cambiate molto in questa prima fase di World Tour. All’inizio i grandi vecchi Rogers-Dalhauser e Ricardo-Cunha sono partiti forte, dominando partite con la forza mentale dell’esperienza. Ad insidiare la solita (e solida) doppia coppia gli altri brasiliani Marcio Araujo e Pedro e gli spagnoli Herrera-Gavira che poco hanno potuto contro i mostri.
Nella fase centrale del tour sono usciti fuori invece gli olandesi Nurmmerdor-Schuil, vecchia conoscenza di infinite partite nei palazzatti, e le due forze giovani del Beach mondiale, i brasiliani Alison-Emanuele e gli statunitensi Gibb-Rosenthal. A Londra si sfideranno queste quattro coppie brasiliane e statunitensi in una gara all’ultima nocca davvero da non perdere. Il pronostico secco per me è Alison-Emanuel.
Tra le donne le cose sono ancora più ingarbugliate. Le coppie brasiliane sono già pronte e nel World Tour Talita-Antonelli e Larissa-Juliana hanno spesso imposto la loro legge. Solo nell’ultima parte sono comparse le coppie USA in là con gli anni ma sempre temibili, May Treanor-Wash e Kessy-Ross. In questa nuova sfida USA-Brasile stavolta entra anche l’Europa con van Iersel-Keizer e Kuhn-Zumkeh, oltre che con le nostre campionesse europee Cicolari-Menegatti che potrebbero anche trovare una medaglia. Ma le favorite per me sono le cinesi Zhanh Xi-Xue che arriveranno a Londra belle cariche.
Nel Volley maschile la sfida al Brasile dominatore dell’ultimo decennio è lanciata e, credo, avrà un profanatore del mito ormai zoppicante. Bernardinho ha finito le soluzioni e il figlio Bruno non gliene offre altre. I centrali sono ancora il meglio che c’è ma i punti interrogativi sono troppi: Dante sta involvendo? Vissotto è un campionissimo che decide le partite? Giba ha troppi acciacchi per essere quello di 7 anni fa? Se il Brasile risolve tutte queste perplessità potrebbe anche vincere ma non sono convinto.
Sotto a chi tocca allora: a noi, zitti zitti, che con un Berruto superstar abbiamo riacquistato credibilità. Se Travica diventa il migliore al mondo nelle piccole cose, Lasko fa un torneo olimpico eccezionale e Mastrangelo-Fei si confermano a muro ce la possiamo giocare bene con tutti. Gli USA campioni uscenti hanno perso l’energia incredibile di quattro anni fa, mentre resta una grande incognita la Bulgaria che ha campioni assoluti che insieme si perdono. Le altre squadre favorite sono la Polonia di Anastasi, che punta forte su Zygadlo e la classe di Winiarski e Wisnieski anche se, nonostante gli ultimi due grandi anni, non dovrebbe fare il colpaccio, e la Russia che invece vedo ben assemblata intorno ad un mix meraviglioso di armoniosa potenza. Se giocatori come Mikhajlov, Volkov, Apalikov sono in forma per me vincono loro.
Tra le donne abbiamo davvero buone possibilità. I gironi sono assurdamente squilibrati. Nel nostro un leggero fastidio ce lo potrebbe dare la Russia, nell’altro c’è di tutto e di più. Noi vinciamo se le senatrici reggono fisicamente e le ragazze (soprattutto Ortolani e Bosetti) fanno un torneo che le consacra. Forse ancora una spanna sopra l’Italia ci sono il Brasile e gli USA, ma se arriviamo in semifinale contro una di loro sento che ce la facciamo.  

mercoledì 20 giugno 2012

La migliore Italia contro l'Irlanda

Non è che a fare il bastian contrario goda particolarmente ma anche stavolta non mi ritrovo con la vulgata che parte dagli studi televisivi a notte fonda e si propaga sui giornali del giorno dopo travolgendo tutto.
Per me la partita con l’Irlanda è stata la nostra migliore partita, rispetto alle altre esaltate tutte o in parte dalla critica.
Per spiegarlo è bene partire da un assunto: siamo l’Italia e giochiamo all’italiana, vincendo soltanto quando la nostra italianità calcistica si esprime senza eccessive vigliaccherie tattiche né ardimenti che non ci appartengono. La partita di lunedì sera contro l’Irlanda ha rispecchiato in toto questo assunto, avendo almeno quattro occasioni da rete limpide e ricevendo in porta un tiro centrale su calcio piazzato.
Certo, manca il ritmo danzato della Spagna, il flusso sulle fasce della Germania, addirittura la capacità contropiedistica di quest’Inghilterra alla Di Matteo (era meglio la Francia), il gioco focalizzato sul grande campione del Portogallo. Tutte queste cose non le abbiamo ma forse non le abbiamo mai avute, battendo sempre lo stesso tasto della squadra compatta che non regala spazi aperti agli attaccanti avversari e cerca di ricavarseli grazie agli errori individuali dei nostri avversari.
La partita di lunedì è stata l’apoteosi di questo atteggiamento, magari barboso come pochi altri, ma vincente nel corso della nostra storia.
Se servirà solo questo per vincere è un’altra cosa però basta per giocarcela contro tutti gli avversari.

domenica 17 giugno 2012

Pronostici Atletica leggera - Londra 2012

Per l'atletica leggera alle Olimpiadi di Londra 2012 alcune certezze e molti dubbi. Altra Bolt-mania al 100% e gare da vivere al massimo, come i 110hs, Alto U, 5000m D e la 20km Marcia D.
Ecco i miei pronostici:

UOMINI
100m: Bolt (senza record)
200m: Bolt (con record o sfiorato)
400m: Bella sfida, per me vince Merritt
800m: Troppo facile, Rudisha
1500m: Il Kenya torna dopo Berlino, Kiplagat più di Kiprop
3000 siepi: Sicuro Kenya ovviamente, Koech è il favorito ma c’è il giovanissimo Birech
5000m: Farah, alla gara della vita tipo Fermin Cacho
10000m: Tutti dicono Kiprop e invece io punto su Masai
110hs: Lu Xiang quattro anni dopo
400hs: Green in casa contro Angelo Taylor, bella lotta
4x100: Giamaica facile se non scivola la staffa
4x400: USA facile, la staffa qui tiene di più
Maratona: dura pronosticare. Dico finalmente Etiopia dopo il 2000
Marcia 20 km: Il delfino Morozov batte Borchin
Marcia 50 km: Dopo quattro anni Schwarzer diventa mito
Alto: Ukhov
Asta: Lavillenie
Lungo:  Mokoena fa piangere Rutherford
Triplo: Idowu e tutti coi capelli rossi
Peso: Hoffa
Disco: Harting
Giavellotto: de Zordo e i lanci sono tedeschi
Martello: Pars
Decathlon: Por Cuba Leonel Suarez.

DONNE

100m: Jeter
200m: Felix
400m: Montsho
800m: Jelimo
1500: Dibaba
3000 siepi: Cheywa
5000: Forse la gara più equilibrata dell’Olimpiade: Cheruiyot vs Defar
10000m: Tirunesh Dibaba
 100hs: Foster-Hylton
400hs: Stambolova
4x100: USA
4x400: USA 
Maratona: qui invece dico Kenya e attenzione alla Wang
Marcia 20 km: Sfida Cina-Russia
Alto: Chicherova
Asta: Alana Bold
Lungo:  Reese
Triplo: Rypakova
Peso:  Valerie Adams
Disco: Nadine Muller
Giavellotto: Spotakova
Martello: Betty Heidler
Heptathlon: Jessica Ennis

venerdì 15 giugno 2012

Sostituzioni obbligatorie, Balotelli capomastro e i froci che nascondono

Italia-Croazia è stata la partita più brutta degli Europei, mentre Italia-Spagna la più bella. Questa è l’Italia signori, è meglio sempre non farsi troppe (dis)illusioni.
Note a margine della partita di ieri sono alcune evidenze di cui oggi non si parlerà, tutti concentrati sulla pasticceria.
1 – Arrivare ad una competizione internazionale ed essere costretti a due cambi obbligati nel corso della partita è fortemente deleterio. Cassano gioca 50 minuti e deve essere sostituito, Balotelli se è troppo preso dal match si fa ammonire nel primo tempo e non riesce a calmarsi rischiando il rosso, se invece se ne fotte è irritante e sai che non ti può dare niente. In tutti e due i casi anche lui deve essere sostituito. Giocare una partita sapendo che intorno al 60’ devi obbligatoriamente cambiare due giocatori in attacco non ti permette di modificare la squadra, di raddrizzare moduli, di rinfrescarla, di muovere pedine. Questa nostra difficoltà se la si conosceva allora si è poco lungimiranti, se non la si conosceva, allora si è poco attenti.

2 – I grandi artisti mettono insieme tecnica e orizzonti. Il capomastro si ferma alla competenza tecnica e non si apre mai al tutto. Traslando tutto questo nel calcio, qui vi è la differenza tra campione e calciatore normale. Balotelli quando calcia in porta è il classico grande capomastro, senza avere niente dell’artista/campione. Fate caso ai suoi tiri: sono tecnicamente perfetti, bolidi che non fanno una grinza, eppure non vanno quasi mai in rete, non riempiono gli occhi della meraviglia che c’è nel risultato raggiunto. Balotelli quando calcia non mira al tutto che è in un angolo specifico della porta, ma guarda il pallone cercando di colpirlo nel modo migliore possibile. Il risultato è sempre un tiro centrale smanacciato dal portiere.

3 – In questi ultimi giorni i quotidiani sportivi italiani hanno perso tempo dietro le parole di un ragazzo con la seconda elementare invece di consigliare il CT di fare l’unica cosa su cui potevano insistere: cambiare uomini in una formazione arrivata stremata nell’ultimo quarto d’ora contro la Spagna. Ieri dovevano essere sostituiti Maggio, Thiago Motta e Cassano, per far giocare Abate, Nocerino e Giovinco. Oggi lo scriveranno in tanti e si continuerà a non capire perché Cassano odia i froci.

mercoledì 13 giugno 2012

Pronostici Badmiton - Londra 2012

Il buono, il brutto e il cattivo del Badminton internazionale si aspettano a Londra per un duello in cui soltanto uno vincerà.
Nel badminton olimpico il duello tra Lin Dan (il bello), oro a Pechino e 4 volte campione del mondo, Chen Jin (il brutto, beh effettivamente non è il massimo) che ha strappato lo scettro mondiale al connazionale nel 2010 e Lee Chong Wei (il buono, c’ha la faccia), quasi sempre bronzo dietro i due cinesi ma combattivo.
Poiché in questi post preolimpici mi sono dato l’ordine di indicare un solo vincitore, dico Lin Dan, che ha dato al movimento una dimensione nuova.
Anche tra le donne la Cina domina. Ci sono tre Wang a contendersi convocazione e titolo olimpico. Io punterei sulla Lin.
Doppio uomini andate sicuri su Cai Yun e Fu Haifeng, quello femminile è più tosto e c'è pure Cina Taipei (che roba Rossi vs Bianchi)
Nel doppio misto potrebbe uscire la sorpresa e allora punto sugli indoensiani anche se non so ancor come sarà composta la coppia.
Insomma il badminton a Londra 2012 per me sarà monopolizzato dalla Cina.  

martedì 12 giugno 2012

Balotelli il migliore in campo

Quello che ci piace un sacco in questo blog è commentare i commenti, nella speranza di non arrecare danni ulteriori. Tutto il commentato di ieri riguardo la partita dell’Italia si è concentrato su Mario Balotelli, uomo che sosterrà le tirature dei prossimi dieci anni.
Tra commenti sensati e attacchi al non italiano perché di colore strano, tutti hanno indicato Balotelli come il peggiore in campo.Mario Balotelli per me invece è stato il migliore in campo per tre motivi:
1 – Ha tenuto schiacciato Busquets, preoccupato dello svariare di Mario. Appena Balotelli è uscito, la Spagna ha guadagnato dieci metri di campo e, avanzando Busquets, ha portato anche Xavi più avanti, creando i pericoli maggiori della partita.
2 – Ha impegnato tutti e due i centrali della Spagna, assolutamente non preoccupati da Cassano su cui chiudevano quando volevano in velocità.
3 – Ha creato non pochi problemi nell’impostazione dell’azione della Spagna. Mario ha fatto un pressing furioso nella metà campo avversaria e non ha mai dato tempi e spazi facili di passaggio ai difensori spagnoli.
Di tutto questo nessuno ha parlato e tutti hanno discusso sulla dormita balotelliana (a proposito, ma secondo voi a che pensava?). Prandelli però mi ha favorevolmente colpito perché ha cercato di passare proprio questi messaggi in conferenza stampa, sottolineando anche la prova di Giaccherini che ha bloccato ogni azione avversaria ed è riuscito anche a riproporsi in alcune circostanze.

domenica 10 giugno 2012

Guardiolismi differenti


Nelle prime due giornate di Euro 2012 la Russia ha espresso il migliore calcio della competizione, l’Olanda il peggiore. Su questo siamo tutti d’accordo. Un’altra cosa su cui dobbiamo essere comunque d’accordo, perché lo dicono i numeri (la matematica, si sa, non è opinabile) e l’impostazione tattica della gara in relazione ai giocatori schierati in campo è che Russia e Olanda hanno giocato allo stesso modo, soprattutto in fase offensiva.
Come si spiega allora questa differenza di rendimento?
Se il riferimento quasi unico, come detto anche nei post precedenti, in questo Campionato europeo è il Barcellona di Guardiola, la fase di guradiolismo è già iniziata, con risultati che variano di molto in relazione alle caratteristiche e allo stato di forma degli interpreti.
I calciatori della Russia sono perfetti per il gioco offensivo alla Guardiola perché molto abili nel non dare riferimenti. Mentre tre fanno gioco senza palla e si buttano negli spazi, Arshavin porta palla, come un Messi in minore, cercando di creare scompiglio, e Zyrianov legge i movimenti, come un Xavi col colbacco, pescando gli inserimenti a tempo.
L’Olanda dal canto suo, nonostante abbia un calciatore che viene dal sancta santorum Barca, Afellay, manca nella capacità di smarcamento degli uomini senza palla. Se Sneijder ha retto il paragone con il regista blaugrana, gli altri, van Persie su tutti, ma anche Robben, non sono assolutamente adatti per il gioco del Barcellona, cercando sempre palla nei piedi e solitari 1 contro 1. Van Persie è il più inadatto a quel gioco ed è la fotocopia di Ibrahimovic sotto tanti punti di vista. Questo vuol dire che nel Barcellona risulterebbe un antidoto dall’interno, ma nel campionato italiano un calciatore capace di fare sfracelli.
Altra grande differenza tra Russia e Olanda è nella capacità di sacrificio in copertura degli attaccanti russi. Ho visto Kerzhakov correre dietro al mediano ceco anche se sfiancato dal lavoro in attacco e Sneijder farsi passare alle spalle Eriksen, incurante di quello che sarebbe successo.

giovedì 7 giugno 2012

Quello che sarà Euro 2012...


Ci siamo, domani si parte e attendiamo come sempre novità. Per noi è messa molto male. Ma Prandelli sa che De Rossi nella Roma non giocava libero ma centromediano? Sa che se Giaccherini viene attaccato lo ammazzano? Sa che Motta-Pirlo è il centrocampo peggiore per chi tiene poco la palla? Sa che Montolivo non riesce a giocare mai una buona partita in Nazionale? Sa che Cassano è ancora fuori forma e per il contropiede selvaggio che ci aspetta è il peggio che ci possa essere?
Se usciamo da questo labirinto di domande con qualche speranza, potremmo anche fare bella figura.
Ma pensiamo al resto. Quali saranno le novità tattiche dell’Europeo, che diventeranno ben presto dei tormentoni estivi?
Il primo lo abbiamo già fatto partire: il centromediano alla Busquets. Un nuovo modello di mediano-organizzatore di gioco, capace di impostare il gioco nella sua fase più semplice, scaricando sulle mezzeali a cui è affidato invece il compito di colpire gli avversari negli spazi. Il nuovo centromediano prende qualcosa dalla vecchissima versione anteguerra e tutto il resto dal volante brasiliano. Guardiola ha fatto rinascere questo ruolo ormai scomparso e adesso attendiamo fiduciosi che il guardiolismo non lo distrugga in un’estate.
Il secondo tormentone è l’attacco senza riferimento. Un assaggio corposo lo abbiamo beccato noi venerdì contro la Russia che ci ha fatto vedere i sorci verdi con i suoi quattro uomini di attacco in perpetuo movimento. Anche qui il rischio di guardiolismo è nell’aria. Le squadre con gli attaccanti giusti (vedi Russia appunto) faranno ammattire gli avversari, quelle senza giocatori abili nel gestire palla sottoritmo per poi aggredire gli spazi infilandosi, faranno molto male. Fa bene Prandelli in questo caso a mettere i due allineati nel nostro attacco.
Terzo nuovo comandamento riguarda il recuperare la palla entro il minuto di non possesso. L’intera filosofia del Barcellona si fonda sullo gestire la palla. Non averla equivale al non-essere, entità che per pensieri filosofici differenti è a volte maligna a volte neutra ma comunque causa di distruzione. Quando la palla è degli altri i calciatori guardiolani hanno un solo obiettivo: recuperarla nel più breve tempo possibile. L’applicazione di questa idea alle squadre nazionali prevede molte difficoltà. Ci vogliono automatismi perfetti per non scoprire la squadra. A questo punto mi lancio in un pronostico: la squadra che saprà farlo al meglio vincerà. Se nessuna squadra saprà sviluppare gli automatismi giusti, uscirà fuori una sorpresa, tipo Portogallo.

I difensori non ci sono più

Ecco il mio primo articolo per slowfoot.eu, nuovo gruppo di persone che amano vedere il calcio pensando anche ad altro.

La partita con la Russia di venerdì sera ha sancito una scandalosa verità: abbiamo la difesa peggiore tra le partecipanti ad Euro 2012. I nostri difensori hanno dimostrato di non possedere eccelsi fondamentali tattici né le necessarie attitudini fisiche e atletiche per essere ottimi difensori.
Abbiamo i difensori che potrebbe avere un Cipro, una Macedonia, un’Irlanda del Nord. Qualcuno ha corsa, un altro gioca bene sull’uomo, un altro sa quello che fa sui calci d’angolo avversari, qualcuno magari è anche bravo nell’anticipo, ma nessuno tra i convocati è un difensore a cui puoi affidare la (tipicamente italiana) gestione passiva della partita. E in queste ultime ore siamo tutti in ambasce per il soleo del polpaccio di Barzagli. Dico: Barzagli, mica Baresi. Se manca anche il miglior difensore italiano della nostra serie A rischiamo la confusione totale (del tipo, De Rossi centrale di difesa e un altro ipodinamico a centrocampo come Motta).
 Per l’Italia questa realtà è una iattura, ma ancor di più, come accennavo all’inizio, uno scandalo, per come e quanto abbiamo creduto nella difesa in un secolo abbondante di calcio e per e come quanto abbiamo saputo crescere, in passato, operai specializzati nel settore.
La nostra genìa difensiva viene da lontano, da quel figlio di Dio, Renzo De Vecchi, adorato dai giornalisti sportivi e dai tifosi perché capace di sventare le azioni avversarie con interventi acrobatici e decisi.
A partire da lui l’Italia si è guadagnata una meritata fama come terra di difensori. Per un buon difensore c’è chi come la Juve ha rischiato la serie B pur di portarsi tra le sue fila Virginio Rosetta e porre le basi per il quinquennio vincente; chi come il Torino proponeva alle spalle degli interni Mazzola-Loik il duo Castigliano-Rigamonti ad equilibrare una squadra perfetta proprio grazie al suo asse centrale; chi come l’Inter di Herrera ha reso esteticamente perfetto il controgioco passivo all’italiana, basandosi su una cerniera difensiva che poteva contare su Facchetti, Burgnich e Picchi; chi come il Milan di Rocco ha compreso l'utilità degli spazi larghi nei contrattacchi e ha esaltato difensori come Anquilletti, Rosato e Maldini; chi come la Juventus trapattoniana schierava tre quarti (Gentile-Scirea-Cabrini) della difesa campione del mondo. Perfino Sacchi, che ha imposto il ritmo attivo del pressing e dell’attacco cadenzato e non solo di rimessa, ha potuto contare su gente come Baresi e Maldini, abili nell’impostare il gioco a zona e quando serviva anche a metterci una pezza alla vecchia maniera.
 In tutte le migliori squadre della nostra storia l’assetto difensivo e le capacità atletiche e tattiche dei difensori non erano soltanto corollari importanti ma il vero fulcro su cui fondare la squadra.
 E adesso? Come siamo arrivati a questo punto, il punto più basso della nostra storia difensiva?

Le risposte possono essere tante e chi cerca di trovarne soltanto una la spara grossa.
 Il sacchismo esasperato di fine anni ‘90 non è il problema. È vero che i difensori non sono stati più impostati sull’uomo e con un sistema di gioco troppo passivo la difesa in linea chiana è alla mercé degli avversari, ma insieme all’impostazione difensiva a zona, abbiamo insegnato anche delle varianti molto interessanti, che ci hanno sempre permesso di non giocare mai in sistema puro (ad esempio 2 vs 2) ma con chiusura di linee in diagonale e verticali che hanno creato la densità giusta per tenere botta.
Il problema non è neanche la difficoltà dei giovani difensori di oggi di affermarsi subito come invece i loro colleghi di attacco. Il difensore nasce difensore e visto già in giovane età può scalare le vette della fama e del professionismo molto velocemente (vedi Santon o Nastasic).

La vera grande lacuna della nostra scuola è l’impostazione monofunzionale dell’atleta chiamato a difendere. Per alcune partite Allegri, a corto di centrocampisti, ha preso Thiago Silva, il più forte difensore del mondo, e lo ha messo a centrocampo, così come van der Wiel in Olanda ha giocato spesso esterno alto, così come in Spagna Piqué è a tutti gli effetti un centrocampista.
Chi dei nostri difensori convocati all’Europeo può giocare fuori ruolo?
 La risposta la dice il silenzio, diceva il saggio, ed è il vero grande guaio. Per rispettare la tradizione dell’impostazione del difensore di un certo tipo, lo abbiamo fossilizzato in pochi compiti altamente specifici, non adeguandoci ad un calcio in grande evoluzione per quel che riguarda la fase offensiva. Mentre quando ci attaccano in massa con attaccanti di ruolo resistiamo perfettamente e vinciamo le Champions League (l’Inter 2010 e anche il Chelsea 2012, perfettamente italiano da questo punto di vista), quando affrontiamo squadre senza attaccanti di ruolo andiamo in bambola completa e prendiamo tre gol da una Russia ancora in collaudo.
 Forse dovremo dire addio alla nostra scuola difensiva, abbandonare definitivamente la nostra pretesa voglia di tradizione nel ruolo e aprirci al nuovo. Se non subito, quasi.

lunedì 4 giugno 2012

Pronostici Tiro con l'Arco - Londra 2012 - L'enigmatica Corea


Sud Corea, Sud Corea, Sud Corea, per quanto riguarda la gara di tiro con l’arco alle Olimpiadi di Londra credo che grandi dubbi non ce ne siano, oppure no?

Due anni fa non avrei avuto ripensamenti. I grandi coreani erano al top della forma e dopo la sorpresona olimpica firmata Viktor Ruban andavano a mille. Nei Mondiali di casa, ad Ulsan, hanno stradominato e a Torino è arrivato il nuovo: Kim Woo-Jin, che ha sbancato Venaria Reale nel Mondiale 2011.
Ma i coreani si sa sono un po’ strani e per l’Olimpiade 2012 hanno convocato l’eterno secondo On Jin-Hyek, il giovanissimo e sconosciuto Kim Bum-Min e per avere almeno una carta sicura il campione dei campioni: Im Dong-Hyun. Nella gara a squadre non avranno rivali ma nel singolo potranno trovare avversari tosti in Brady Ellison e magari nel nostro Frangilli.

Per le donne hanno la situazione è analoga. Le sudcoreane arrivano con la leader mondiale Ki Bo-Bae e la medaglia d’oro 2004 Lee Dong-Hyun. A dare fastidio per il singolare ci dovrebbe essere la meravigliosa Denisse Van Lamoen di Torino 2011 e di sicuro una cinese, Fang Yuting la più quotata.
Per il team ci siamo anche noi con Valeeva capitana e soprattutto la squadra indiana.
I miei pronostici secchi sono:

SINGOLARE MASCHILE: Im Dong-Hyun (stavolta vince)
SINGOLARE FEMMINILE: Fang Yuting (la Cina è vicina al bersaglio)
SQUADRE MASCHILE: Corea del Sud (qui puntate forte)
SQUADRE FEMMINILE: Corea del Sud (puntate di meno però non siate tirchi)

sabato 2 giugno 2012

De Laurentiis genio a metà


De Laurentiis è potenzialmente un genio, uno che può cambiare il calcio, un gigante nel panorama dei presidenti di calcio italiani. Schivi di proprio e schiavi dei tifosi, oppure ribelli con i soldi di papà, tutti bene o male dicono poco o nulla sul marketing e la gestione aziendale della loro “fabbrica”.
L’unico (forse troppo) malato di vision è Aurelio che scende dall’Aurelia tre volte a settimana e spiega come migliorare un prodotto (parlo del calcio) ormai così standardizzato che i rivenditori di bulloni hanno più idee. L’ultima, sentita con queste orecchie che mi ritrovo, è la marchiatura SSC Napoli dei migliori prodotti agro-alimentari campani, progetto per il quale, se solo glielo fanno fare e ha successo, dovrebbe ricevere un’onorificenza dalla Regione grande quanto il cranio di Christian De Sica.
Allora.... Evviva De Lauren…. un attimo solo.
Il DeLa è un Presidente di una squadra di calcio, gioco dove si vince e di perde. E ti giudicano anche per questo. L’anno scorso la squadra di De Laurentiis è finita terza, qualificandosi in Champions League. In estate il settore tecnico, oltre ad Inler, vuole prendere due giocatori per puntare ancora più in alto: Vucinic e Vidal. Si chiude con le due società ma con i calciatori salta tutto perché il Pres. vuole risparmiare davvero pochi milioni di euro all’anno.
Risultato: la Juventus con Vucinic e Vidal dominanti vince il campionato e va in Champions League dove se la giocherà, il Napoli chiude quinto e disputerà un torneo europeo che tutti detestano.
La visione aziendale di una squadra di calcio deve anche comprendere che vincere è il presupposto per incrementare fatturato e visibilità.